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Disturbi dissociativi

La dissociazione e i disturbi dissociativi

dissociazioneLa parola “dissociazione” si usa in letteratura per indicare concetti diversi, come meccanismi psichici, sintomi e disturbi mentali.

La dissociazione è una forma di distanziamento, o estraneità, delle funzioni mentali (pensieri, percezione, memoria, emozioni) dall’esperienza di realtà che l’individuo sta vivendo. Immaginiamoci una linea che segna un continuum tra un’esperienza comune, da un lato e una manifestazione patologica, dall’altro.

Capita alla maggior parte di noi distrarci o “distaccarci” da situazioni che ci risultano esperienze emotivamente pesanti o negative, come una lezione noiosa a scuola o una cena con persone sgradite. Tale meccanismo psichico, pertanto, può risultare occasionalmente funzionale al superamento di una situazione che procura disagio.

Quando tale meccanismo di dissociazione viene usato in modo pervasivo, ossia viene adottato costantemente con lo scopo inconsapevole di affrontare le esperienze dolose, esso assume una connotazione disfunzionale e disadattativa per l’individuo e può contribuire all’insorgenza di sintomi che possono risultare trasversali a diverse patologie psichiche (Disturbo Post Traumatico da Stress, Disturbi di Personalità, Disturbi dell’Umore …).

La salute mentale, infatti, può essere definita come la capacità di “integrare” le esperienze di vita presenti e passate. Quindi più siamo in grado di mettere insieme e attribuire un significato a ciò che ci accade e ciò che ci è accaduto, più riusciamo a delineare i nostri obbiettivi personali e a predisporre le nostre azioni per il raggiungimento. Immaginiamo un puzzle: progressivamente, ogni volta che si aggiunge un pezzettino l’immagine diventa più nitida, fino a diventare completa. Se nel completare questo puzzle togliessimo sistematicamente dei pezzi che non ci piacciono, come avviene con la dissociazione, non riusciremmo a rendere completa l’immagine e, quindi, a vederla con chiarezza. Ciò accade nell’individuo quando i sintomi dissociativi prendono il sopravvento e la sofferenza ostacola il raggiungimento degli obiettivi personali.

La letteratura clinica sottolinea la relazione esistente tra trauma e dissociazione, ossia come risposta di fronteggiamento dell’individuo a esperienze di pericolo o di minaccia per l’integrità psicofisica propria o altrui (abusi fisici, sessuali, maltrattamenti, trascuratezza, incidenti, catastrofi naturali).

All’altra estremità del continuum, la dissociazione è intesa come coesistenza di stati mentali separati, quindi non integrati, nella memoria o nell’identità dell’individuo che spiega l’essenza dei disturbi dissociativi gravi:

Disturbo dissociativo dell’identità: all’interno dell’individuo sono presenti due o più identità o stati di personalità distinti (ciascuno con i suoi modi relativamente costanti di percepire, di relazionarsi e di pensare nei confronti di se stesso e dell’ambiente)

Amnesia dissociativa:uno o più episodi di incapacità a rievocare importanti notizie personali e di eventi che si sono verificati in un periodo di tempo circoscritto ( ore o un paio di giorni) dopo un evento traumatico.

Fuga dissociativa: allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dal posto di lavoro, con incapacità a ricordare il proprio passato, confusione sulla propria identità o assunzione di una nuova identità. Può essere frequente che la persona si “risvegli” e si ritrova in un posto senza sapere come sia arrivata fin lì né il perché.

Disturbo da depersonalizzazione: episodi ricorrenti e persistenti di distacco o percezione di essere un osservatore esterno dei propri processi mentali o del corpo (sentirsi come se si vivesse in un sogno).

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